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Colesterolo alto? Una strategia a 360° per correre ai ripari

C’è un asterisco sui valori delle analisi del sangue riferiti al colesterolo  e il grassetto dell’inchiostro ci dice inevitabilmente che qualcosa non va.Andiamo dal medico  e il responso è altrettanto perentorio: ipercolesterolemia.

Sembra la malattia del secolo ed in effetti la sua incidenza è aumentata in maniera preoccupante, certamente a causa delle abitudini alimentari e dello stile di vita che si sono purtroppo imposti negli ultimi decenni. L’ipercolesterolemia si ha quando i livelli di colesterolo nel sangue superano i limiti previsti. Ma cos’è questo colesterolo. Perché aumenta e cosa comporta il suo aumento per la nostra salute?

Il colesterolo  è una componente essenziale delle membrane cellulari, delle cellule cerebrali e nervose e della bile, ha inoltre un ruolo fondamentale nella sintesi della vitamina D e di alcuni ormoni ( cortisolo, estrogeni, progesterone e testosterone).Per essere trasportato nel sangue, essendo insolubile, si deve legare a delle proteine, formando le lipoproteine,  le LDL, lipoproteine a bassa densità ( comunemente conosciute come colesterolo cattivo), che portano il colesterolo dal fegato  ai tessuti  perché venga  utilizzato e le HDL lipoproteine ad alta densità (colesterolo buono), che invece prelevano il colesterolo dai tessuti e lo riportano al fegato.Le LDL sono pericolose perché tendono a depositare i colesterolo sulla parete delle arterie, creando le placche aterosclerotiche, che restringono i vasi sanguigni favorendo quindi l’insorgere di malattie cardiovascolari: infarto, ictus, trombosi .Ecco quindi spiegata l’importanza di mantenere i livelli di LDL ai valori di riferimento. Ma come? Analizzando le cause dell’ipercolesterolemia vediamo che nella maggior parte dei casi, circa l’85% , essa è dovuta a un insieme di fattori:

  • Dieta ricca di colesterolo e grassi saturi ( eccessivo consumo di carne, formaggi, salumi, uova)
  • Scarsa attività fisica
  • Sovrappeso
  • Malattie ereditarie
  • Invecchiamento

E’ quindi facile intuire che innanzitutto vanno modificati lo stile di vita e le scelte alimentari. Riducendo i grassi a circa il 30% dell’apporto calorico totale, se si è in sovrappeso cercare di perdere i chili in eccesso. Vanno eliminati o consumati  con cautela le carni di manzo, agnello e maiale, cervello, fegato, hamburger, uova, latte intero, salumi, pancetta, lardo e burro, latte intero e  formaggi, frutti di mare, gelati, dolci, merendine, cereali raffinati, fritti, condimenti  e cotture con grassi, alcolici. Bisogna evitare i grassi idrogenati e margarine che aumentano i livelli di colesterolo  LDL e abbassano quelli di HDL. Sono da preferire carni bianche, prodotti a base di soia, latte scremato, yogurt magro, pesce, cereali integrali.

Un ruolo fondamentale è dato dall’attività fisica, almeno 40 minuti al giorno di attività aerobica ( passeggiata a passo veloce tutti i giorni o più volte a settimana). Va abolito assolutamente il fumo, perché il rischio di sviluppare coronaropatie è direttamente proporzionale al numero di sigarette fumate.Gioite però, perché invece bere  2 bicchieri di vino rosso, ricco di polifenoli e resveratrolo, è non solo ammesso ma addirittura consigliato.

Questo cambiamento di rotta nello stile di vita può utilmente essere accompagnato dall’ assunzione di integratori naturali ,che in determinati casi possono integrare o sostituire, previo parere medico, la terapia medicinale convenzionale a base di statine.

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I principali rimedi naturali per l’ipercolesterolemia sono:

  • Riso rosso fermentato: ottenuto dalla fermentazione del riso comune ad opera di un lievito particolare, il Monascus purpureus o lievito rosso; questo riso largamente impiegato nella fitoterapia cinese è molto conosciuto anche in occidente per le sue proprietà ipolipidemizzanti, in grado cioè di sciogliere il grasso nel sangue. Questo avviene grazie alle Monacoline, sostanze statino-simili, capaci di ridurre la sintesi di colesterolo endogeno (quello cioè prodotto fisiologicamente dal nostro fegato).
  • Policosanoli: in grado di controllare il tasso di colesterolo nel sangue, abbassando il livello del colesterolo totale e di quello legato alle LDL (colesterolo cattivo). Fonti di policosanoli sono le cere vegetali come quelle della canna da zucchero, della patate dolci americane, del riso, l’olio di germe di grano e altri oli ,la cera d’api.
  • Fitosteroli: ampiamente presenti nel  mondo vegetale, hanno una struttura simile a quella del colesterolo.La loro efficacia nel trattamento dell’ipercolesterolemia dipende dalla capacità di inibire, per competizione, l’assorbimento del colesterolo alimentare e il riassorbimento di colesterolo endogeno dal tratto gastrointestinale.
  • Gamma orizanolo: riduce i livelli  di colesterolo limitando l’assorbimento del colesterolo introdotto con l’alimentazione e  aumentando il tasso  ematico di lipoproteine ad alta densità (HDL), che trasportano il colesterolo “buono”. Il gamma orizanolo è anche un antiossidante in grado quindi di contrastare l’ossidazione delle LDL ( le lipoproteine che trasportano il colesterolo “cattivo”), ossidazione che svolge un ruolo fondamentale nella reazione infiammatoria della parete dei vasi sanguigni e nella formazione delle placche aterosclerotiche.
  • Fibre solubili: Le fibre alimentari solubili sono efficaci nel ridurre i livelli di colesterolo, perché si dissolvono creando un gel viscoso nell’intestino, che cattura gli acidi biliari prodotti dal fegato a partire dal colesterolo e ne permette una maggior escrezione per via fecale. Per sintetizzare nuovamente la quota di acidi biliari persa, sarà necessario prelevare nuovamente colesterolo dal plasma. A lungo andare si avrà una diminuzione della colesterolemia. Inoltre le fibre velocizzano i tempi di transito intestinale dei nutrimenti, diminuendone l’assorbimento.Fonti di fibre solubili sono : Glucomannano, Psillio, Avena, Guar.
  • Piante coleretiche e colagoghe: stimolano la produzione di bile nel fegato e ne promuovono la liberazione nell’intestino da parte della cistifellea; questo provoca una maggior eliminazione di colesterolo endogeno.Le più importanti sono: Curcuma, Carciofo, Tarassaco, Boldo
  • Un ruolo fondamentale è giocato anche dalle sostanze antiossidanti che contrastano l’ossidazione del colesterolo LDL : Vitamina C ed Vitamina E, Betacarotene, OPC da semi d’Uva e Pino Marittimo, Selenio, Polifenoli, Coenzima Q10, Licopene, Resveratrolo. Tali sostanze sono presenti in natura nella frutta e nella verdura o reperibili anche in numerosi integratori alimentari.
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  • Ultima ma non meno importante la Lecitina di Soia che rende il colesterolo più solubile e meno capace di depositarsi sulle pareti arteriose.

Ricapitolando:

SI (consigliato) NO (da evitare o  limitare)
– Carne bianca- Soia e prodotti a base di soia

– Latte scremato

– Yogurt magro

– Latticini a base di latte scremato

– Pesce (merluzzo,sgombro, salmone, cernia, tonno, acciughe, rombo)

– Cereali e pane integrali

– Legumi

– Patate dolce, zucca

– Carciofi, cavolfiore, cavoli di Bruxelles, carote, melanzane, fagiolini, cipolla ,aglio

– Kiwi,Limoni, Mele, arance, albicocche, avocado, fragole, noci e mandorle secche

– Olio extravergine d’olia, olio d’arachidi, di girasole e mais

– Vino rosso (1-2 bicchieri al giorno)

– Integratori alimentari specifici e antiossidanti

– Attività fisica

– Carne rossa- Uova

– Latte intero e formaggi

– Salumi e pancetta

– Lardo e burro

– Frutti di mare

– Argoste e gamberi

– Gelati, dolci e merendine

– Fritti e condimenti grassi

– Alcolici e superalcolici

– Fumo

Ecco quindi la strategia completa: una dieta mirata, povera di grassi, un po’ di sano movimento e il contributo degli integratori alimentari che la  fitoterapia offre. Non solo riporterà i valori ematici del colesterolo nella norma, ma assicurerà al nostro organismo un surplus di benessere e vitalità.

E tu che strategia usi contro il colesterolo alto? Raccontaci la tua esperienza!

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