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Oli essenziali: tante virtù in piccole gocce

Gli oli essenziali, chiamati anche essenze o oli eterici sono sostante aromatiche oleose e volatili, presenti sotto forma di goccioline in numerose piante. Si trovano nelle foglie, nelle scorze dei frutti, nella resina, nei rami, nel legno e nelle radici. Rappresentano una percentuale minima dell’intera pianta, spesso sotto l’1 % e vengono estratti dalla pianta con diversi procedimenti:

Spremitura: si esegue a freddo e non prevede alcun trattamento chimico. E’ utilizzata per gli oli essenziali ricavati dalle scorze degli agrumi, Arancio, Mandarino, Limone, Bergamotto, Cedro.
•Distillazione per corrente di vapore: Si mette la parte della pianta da cui si vuole estrarre l’olio, opportunamente macinata, sopra delle griglie, attraverso le quali si fa passare una corrente di vapore acqueo. Il vapore rompe le cellule del vegetale facendo uscire le particelle di essenza e, salendo verso l’alto, porta con sé le molecole odorose. Questo vapore viene poi incanalato in un tubo refrigerante e crea della condensa. Essendo l’olio essenziale più leggero, questo galleggia sull’acqua che s’è formata, permettendo così di essere separato.
Estrazione mediante grassi o “enfleurage” : metodo che veniva usato per estrarre gli oli essenziali dai fiori o dai petali, molto delicati che non resisterebbero alla distillazione e ora sostituito dall’estrazione con solventi. I fiori vengono raccolti e adagiati su lastre coperte di grasso animale purificato. I grassi, specie quelli animali, hanno la capacità di assorbire gli odori, così i fiori cedono il loro profumo al grasso e vengono di volta in volta sostituiti con altri fiori finché il grasso non è saturo di profumo. Successivamente si scioglie il grasso con l’alcool e si separa l’olio essenziale.
Estrazione con solventi : metodo usato per le piante aromatiche pregiate, con essenze che non resistono al calore. La pianta viene fatta attraversare da un solvente, etere o alcool, che estrae l’essenza e poi viene separato dalla stessa per isolare l’olio essenziale.
Estrazione con fluidi ipercritici: la moderna tecnologia permette di utilizzare come solvente l’anidride carbonica, non tossica e chimicamente inerte.

Chimicamente gli oli essenziali sono ricchi di sostanze diverse, di principi attivi che li rendono preziosi per varie esigenze .La composizione di ogni olio essenziale varia in relazione : all’area geografica in cui è cresciuta la pianta, al clima, al terreno, al tempo di raccolta, al procedimento di estrazione e all’esposizione al sole. Inoltre varia anche a seconda della parte della pianta che lo contiene, ad esempio l’olio estratto dalle foglie di una pianta può avere una composizione diversa e quindi principi attivi diversi da quello estratto dal frutto della stessa pianta. La prevalenza di determinati principi attivi in un olio essenziale ne determina il profilo biochimico, chiamato chemiotipo e permette di definirne proprietà, tollerabilità, tossicità.

Oli essenziali puri 100%

Le principali proprietà riconosciute agli oli essenziali , in relazione agli specifici chemiotipi sono:

  1. Azione antisettica e antimicrobica: inibiscono lo sviluppo e favoriscono la distruzione di batteri, funghi, virus, sia per contatto diretto che tramite inalazione di vapore. Gli oli con queste proprietà sono: Limone, Bergamotto, Cajeput, Timo, Chiodi Di Garofano, Origano, Santoreggia, Cannella, Tea Tree, Neroli.
  2. Azione antireumatica: utile nel trattamento di dolori muscolari e articolari, appartiene a gli oli essenziali di Rosmarino, Camomilla, Verbena, Ginepro, Canfora, Pino.
  3. Azione espettorante e mucolitica: si tratta di oli essenziali preziosi per i malanni invernali a carico delle vie respiratorie, come Eucalipto, Mirto, Cipresso, Pino, Alloro, Incenso(Boswellia)Ginepro.
  4. Azione antispasmodica: essenze che alleviano spasmi sia a livello muscolare che del colon o quelli provocati dal ciclo mestruale. Basilico, Camomilla, Melissa, Menta, Finocchio, Geranio, Mandarino, Lavanda ,Ginepro.
  5. Azione digestiva: sono oli essenziali ricavati da piante usate in fitoterapia per la preparazione di tisane digestive, come Finocchio, Menta, Cardamomo, Arancio amaro, Verbena.
  6. Azione tonificante: agiscono sul sistema nervoso con azione tonificante, antidepressiva e riequilibrante. Sono Rosa e Neroli, Pino, Basilico, Rosmarino, Menta, Limone.
  7. Azione rilassante: aiutano a controllare ansia, tensione nervosa, stress. Melissa, Verbena, Lavanda, Camomilla, Arancio amaro, Salvia sclarea, Sandalo, Geranio, Neroli.
  8. Azione analgesica: contribuiscono ad alleviare il dolore gli oli essenziali di Menta, Canfora, Ginepro, Chiodi di Garofano, Camomilla romana e Ylang ylang ( questi ultimi due in quanto possiedono azione antispastica e sedativa).
  9. Azione riscaldante: propria di oli essenziali che attivano la circolazione locale. Utili in caso di reumatismi non infiammatori tipo artrosi, lombalgie, torcicollo o in quei casi in cui si debba stimolare la circolazione in sedi precise, ad esempio per trattare la cellulite o la caduta dei capelli. Rosmarino, Canfora, Cannella, Pepe nero.
  10. Azione eudermica: propria degli oli utili per la cura e la bellezza della pelle. Oli cicatrizzanti sono Lavanda, Tea Tree, Geranio, Cipresso , Incenso, Rosa; antirughe sono gli oli di Rosa, Neroli, Incenso, Gelsomino, Sandalo. Per l’acne Lavanda, Tea Tree, Patchouli. Per la couperose Rosa e Geranio. Per la cellulite Rosmarino, Limone, Cipresso. Per tonificare i tessuti Limone, Patchouli, Menta, Geranio, Lemongrass.
  11. Azione flebotonica e linfotonica: appartiene agli oli che apportano beneficio al sistema venoso e linfatico, migliorando la circolazione in caso di varici, fragilità capillare, cellulite. Cipresso, Vetiver, Tea Tree, Sandalo, Mirto, Limone, Geranio.
  12. Azione insettorepellente: allontanano insetti, tarme, acari. Citronella, Eucalipto, Mirto, Cipresso, Lavanda, Canfora, Alloro, Chiodi di garofano, Cannella.
  13. Azione afrodisiaca e stimolante: rientrano in questa tipologia oli che agiscono stimolando le funzioni femminili , come la Salvia sclarea e quelle maschili come il Pino, oli che riattivano l’energia come Cannella e Pepe nero e altri che stimolano fantasia ed erotismo come Ylang Ylang, Patchouli, Gelsomino, Vetiver.

Per poter usufruire delle mille virtù degli oli eterici ci sono diverse forme di utilizzo:

In Aromaterapia: diffusi nell’aria entrano a contatto con la mucosa nasale e con le terminazioni nervose del nervo olfattivo, stimolando il cervello che li riconosce e attiva aree cerebrali dove hanno sede le reazioni emotive, esplicando quindi un attività a livello psicoemotivo. A seconda dell’olio essenziale usato si possono avere effetti diversi: rilassante, tonificante, afrodisiaco, stimolante della concentrazione, tonico dell’ umore. I metodi per la diffusioni in aria sono molteplici: diffusori con la candela, umidificatori, diffusori elettrici, pot-pourri e sacchetti profumati.
Per applicazione esterna: applicati sulla pelle, arrivano ai capillari sanguigni e da qui vengono trasportati nelle cellule e nei fluidi corporei, esplicando la loro azione a livello organico nelle aree e nei tessuti dove vengono applicati. Non vanno mai impiegati puri ,ma diluiti in oli vegetali base ( oli vettore) che evitano il rischio di irritazione e permettono un assorbimento graduale e costante dell’essenza. Gli oli vettori possono essere : l’olio di Mandorle dolci, di Jojoba, di Vinaccioli, di Germe di grano, di Oliva etc. La diluizione va effettuata con concentrazioni di olio essenziale che variano dal 1 al 3 % ( ma per alcuni oli essenziali e per zone delicate come il viso ,ci si deve limitare allo 0,5 %) . Possono essere usati per effettuare dei massaggi, in genere per un olio essenziale delicatamente aromatizzato e ben tollerato si diluiscono 6 gocce in due cucchiai di olio vettore. Possono poi essere usati per bagni aromatici, sciogliendo prima l’olio essenziale ,circa una decina di gocce, in un cucchiaio di miele, un bicchiere di latte intero, due cucchai di olio vegetale o una manciata di sale marino grosso e quindi versare il composto nella vasca d’acqua calda, rimescolando per facilitare la dispersione dell’olio essenziale. Un altro impiego per uso esterno è quello per maniluvi e pediluvi, diluendo 5-6 gocce in un cucchiaio di sale, miele o latte intero e poi in 2 lt di acqua calda in una bacinella. Gli oli essenziali si rivelano utili anche per gargarismi e sciacqui, diluendo in un bicchiere di acqua 3-4 gocce di olio essenziale miscelato con un po’ di miele o un cucchiaino di propoli. Preziosi anche per maschere viso o maschere corpo anticellulite, impacchi per distorsioni, unendo qualche goccia di olio essenziale ad un impasto a base di argilla e acqua.
Per somminstrazione orale: è una modalità di assunzione delicata e non priva di controindicazioni e effetti collaterali, che necessità perciò di un consiglio esperto e non è indicata per l’automedicazione. Presi per bocca gli oli essenziali non vanno mai usati puri, da soli, ma diluiti ad esempio in olio di mandorle, con una percentuale in media del 2%.

Sul mercato si trovano diversi tipi di oli essenziali, ma per scegliere un olio di qualità bisogna controllare bene l’etichetta che deve riportare varie informazioni:

  1.  nome della pianta, genere, specie e varietà
  2.  parte della pianta utilizzata
  3. paese di provenienza
  4. grado di purezza ( preferire gli oli puri al 100%)

E’ bene notare inoltre che , essendo gli oli essenziali composti da principi attivi ad altissima concentrazione, vanno usati con la dovuta cautela e le opportune osservazioni. Ne è sconsigliato l’uso in gravidanza, sui bambini sotto 1 anno d’età, in caso di insufficienza renale o malattie del fegato. Nel caso di utilizzo di oli essenziali come Bergamotto, Verbena e Limone, si deve evitare l’esposizione al sole o alle lampade abbronzanti, per il rischio di fotosensibilizzazione. I soggetti allergici e quelli con cute sensibile e delicata devono prestare particolare attenzione e testare una piccola quantità di olio essenziale diluito in olio vettore prima sull’avambraccio per scongiurare il rischio di reazione.
Tenuto conto di queste doverose cautele, possiamo concludere che gli oli essenziali sono una fonte ricchissima di benefici per l’organismo e per le diverse problematiche e che permettono un utilizzo talmente variegato da accontentare qualsiasi esigenza.
E tu hai mai provato gli oli essenziali? Raccontaci la tua esperienza nello spazio per i commenti.

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Esistono rimedi naturali efficaci contro l’ansia?

Alzi la mano chi ,almeno una volta nella vita, non ha sofferto di ansia, di quel senso di forte tensione , quasi di soffocamento, che prende la gola con un nodo stretto o colpisce lo stomaco, provocando una sensazione di pesantezza.

E pensare che un giusto livello di ansia sarebbe persino positivo, perché se ben dosata ci dà lo stimolo mentale e fisico per affrontare le occupazioni quotidiane. E’ quando supera il limite della fisiologicità che diventa un problema, spesso anche molto invalidante, perché ci condiziona nella vita quotidiana, nel lavoro o nello studio, nei rapporti sociali. Si manifesta con una reazione incontrollata rispetto a situazioni normali, una preoccupazione esagerata che fisicamente può mostrarsi anche con tremori, palpitazioni, sudore, mal di testa, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione. Quando questi sintomi sono frequenti e di lunga durata, viene considerata un disturbo da trattare.

Ma quali sono le cause dell’ansia?

Le cause di questo fastidioso disturbo non sono completamente conosciute, quel che è certo è che l’ereditarietà sembra influire molto e che c’è un ‘incidenza maggiore tra le donne ( mai una notizia positiva per noi eh!) .

Ci sono poi dei fattori che,  seppure non è provato che diano origine al fenomeno patologico, sicuramente peggiorano la situazione di chi ne soffre:

  • abuso di alimenti e bevande contenenti  sostanze ecccitanti, come il caffè, il tè, il cioccolato fondente, gli energy drink.
  • uso di alcolici  e sigarette
  • sedentarietà
  • orari del sonno irregolari
  • carenza di magnesio

La prima cosa da fare è quindi evitare tutti i fattori che aggravano il disturbo ansioso, ridurre lo stress o migliorare la risposta del nostro fisico ad esso. In questo ci viene in aiuto la natura con :

1 . integratori alimentari tonico – adattogeni: sono piante che aiutano il nostro corpo a sostenere un maggior carico di stress, a rispondere in maniera adeguata a livelli maggiori di sollecitazioni psico-fisiche. Tra queste Eleuterococco, Rhodiola e Withania risultano essere soluzioni particolarmente efficaci, prive di effetti collaterali e che non comportano ipereccitabilità come il Ginseng o il Guaranà.

2. piante dall’azione rilassante: che agiscono sulla tensione nervosa, l’umore, l’emotività e l’insonnia. Tra queste  Valeriana, Passiflora, Melissa, Lavanda in olio essenziale, Luppolo, Tiglio, Iperico. Nel caso  di ansia associata ad insonnia può essere utile integrare anche della Melatonina, ormone che influenza il ritmo sonno-veglia e che in determinate circostanze viene prodotto dal  nostro corpo in quantità insufficienti, tali da richiederne un’ integrazione.

Melatonina Erbamea

Sedanerv

Come abbiamo visto una carenza di Magnesio può peggiorare il disturbo ansioso, pertanto è consigliabile correggere l’alimentazione, preferendo verdure a foglia verde, soia, frutta secca, cereali integrali, legumi, banane, alimenti ricchi del preziosi minerale. Oppure si può  ricorrere ad un integratore alimentare di Magnesio che ne contenga un buon quantitativo, circa 300 mg.

Spesso chi soffre d’ansia ricorre anche ai Fiori di Bach. Sulla floriterapia secondo Bach, torneremo più avanti, per ora ci limitiamo a considerare che il metodo di Bach parte da un presupposto fondamentale: ogni disturbo fisico, nasconde in realtà un malessere emotivo e solo riportando il nostro corpo in una situazione di equilibrio emotivo riusciremo a trattare il sintomo fisico o la malattia. Il dottor  Bach aveva individuato 38 fiori, che corrispondono a determinate caratteristiche dell’animo umano e che hanno come scopo quello di colmare il disequilibrio che si crea in ciascuno, quando ci si allontana da ciò che si è e dalle proprie potenzialità. Tra questi 38 fiori molti sono applicabili, opportunamente dosati in associazione ad altri fiori, agli stati ansiosi ad esempio: Agrimony, Aspen, Hornbeam, Impatiens, Mimulus, etc..

Le proposte a livello naturale sono quindi numerose, sia che agiscano a livello fisico sia che riguardino una sfera più emotiva e comportamentale. E’ importante trattare l’ansia e i disturbi ad essa correlati prima che divenga cronica e che necessiti di essere trattata con rimedi farmacologici invasivi. Per vivere meglio con se stessi e con gli altri, per affrontare ogni giornata con la giusta energia e con serenità.

Cellulite: malattia o non malattia? Ma è questo il problema?

Un noto spot di cosmetici anticellulite afferma perentoriamente che la cellulite è una malattia. Secondo numerose altre teorie si tratterebbe invece di un disturbo legato ad una predisposizione femminile dovuta agli estrogeni.Questi, favorendo una maggiore ritenzione di liquidi e un deposito di grasso in particolari zone del corpo della donna, causano un’ alterazione del microcircolo. In termini specialisti è indicata come “pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica” e consiste in un’alterazione che ha origine nel tessuto adiposo sottocutaneo, per poi coinvolgere il derma in superficie. Il risultato è una degenerazione della pelle percepibile al tatto  e visibile con un aspetto irregolare, bucherellato, come una buccia d’arancia, soprattutto sulle zone di glutei, cosce, ginocchia, caviglie e braccia.

Ora, a tutte noi che ci accingiamo a mostrare la nostra cellulite a tutta la spiaggia, poco importa della definizione formale che la comunità scientifica ne dà, se la definisca malattia o anomalia dovuta ad una predisposizione. Ci interessa molto più sapere cosa fare per attenuarla e contrastarla. E qui va fatta la prima considerazione: non possiamo pensare di trattare la nostra cellulite solo qualche mese prima dell’estate, in vista della famigerata prova costume. Che sia una malattia o un’ anomalia bisogna mettere in atto, fin dal suo primo comparire, tutte le strategie disponibili per arrivare ad attenuarla con risultati soddisfacenti. Conoscere le cause delle cellulite permette di individuare le strategie giuste da attuare: gli specialisti sono piuttosto concordi nell’individuazione di alcuni fattori che concorrono all’ insorgenza di questo inestetismo:

  • insufficienza venosa e linfatica
  • cattive abitudini alimentari con consumo eccessivo di alcolici, sale, cibi contenenti zuccheri semplici, specie nella pubertà.
  • insufficienze digestive e metaboliche
  • accumulo di grasso
  • sedentarietà
  • fumo
  • abitudine a portare abiti stretti e scarpe scomode

Ricorrere a prodotti cosmetici e integratori alimentari specifici, quando necessario, è giusto; ma contemporaneamente si devono rivedere abitudini alimentari e stile di vita.

1. Come correggere gli errori alimentari? La dieta non deve necessariamente essere restrittiva, dipende dalle condizioni di peso individuali,  ma è bene che sia varia ed equilibrata, prevedendo almeno 3 pasti al giorno e 2 spuntini. E’ consigliabile abbondare con le verdure che contengono poche calorie e molte fibre, utili per il transito intestinale, l’eliminazione delle scorie e la riduzione dell’assorbimento di grassi e zuccheri. Sono da preferire le cotture al vapore e alla griglia perché prevedono meno grassi; l’olio va usato a crudo e il sale con molta moderazione ( meglio insaporire con qualche spezia). Un consumo quotidiano di frutta garantisce un buon apporto di vitamine e antiossidanti; i carboidrati vanno consumati cautamente e preferibilmente a colazione e a pranzo; meglio se provenienti da cereali non raffinati, quindi biscotti pane e pasta integrali. Preferire cibi ricchi di proteine come la carne bianca, il pesce, le uova ,lo yogurt magro, limitando invece il consumo di formaggi grassi. Bere molta acqua, almeno 1.5 litri al giorno, evitando bibite zuccherine, alcolici ( massimo 2 bicchieri di vino al giorno) e superalcolici.

consumare più frutta e verdura!

Se non siete svenute finora, possiamo proseguire con :

2. Consigli sullo stile di vita. L’esercizio fisico è un ottimo alleato nella lotta contro la cellulite, è utile per tonificare i muscoli, bruciare i grassi e favorire la circolazione e l’ossigenazione dei tessuti, evitare il ristagno dei liquidi e migliorare lo smaltimento delle tossine. Meglio scegliere le attività aerobiche perché promuovono il consumo delle riserve di grasso, tipo la passeggiata a passo sostenuto, il nuoto, la bicicletta in pianura, la cyclette. Sarebbe bene evitare di stare troppo tempo seduti o in piedi nella stessa posizione, perché si rallenta la circolazione venosa , peggiorando il microcircolo. Per lo stesso motivo è utile preferire abiti comodi e non aderenti, che comprimono la circolazione. Le sigarette e gli anticoncezionali orali peggiorano la situazione.

3. Integratori alimentari e cosmetici. Non disperate, non siamo sole in questa strenua lotta contro gli inestetismi della cellulite. Per fortuna ci vengono in aiuto tanti rimedi naturali, sia integratori alimentari, che cosmetici per uso locale come fanghi, creme, fluidi concentrati , che agiscono sulle principali cause della cellulite: cattiva circolazione, ristagno linfatico, accumulo di grasso.

Le soluzioni naturali per migliorare la microcircolazione  sono generalmente a base di Ananas, Centella, Rusco, Ippocastano, efficaci anche nell’eliminazione delle tossine e dell’edema. Per favorire il drenaggio e l’eliminazione di ristagni di liquidi e materiali di scarto sono efficaci piante come Betulla, Mais stimmi, Verga d’Oro, Orthosiphon, Centella, Tarassaco, Gramigna. Sono reperibili in tisane, compresse o concentrati liquidi da diluire in 1-1.5 litri di acqua, da bere durante la giornata .Gli stessi estratti sono presenti nei trattamenti per applicazione locale:  creme, fanghi e fluidi concentrati , spesso con l’aggiunta di Alghe come il Fucus o la Laminaria.

Fanghi anticellulite Guam

Abbiamo visto che l’accumulo di grasso può favorire l’insorgere della cellulite: si rivela quindi utile integrare estratti con azione lipolitica come Arancio Amaro ( Citrus aurantium) , Coleus, Guaranà, Tè,  Fucus , che promuovono la termogenesi, cioè il consumo dei grassi depositati.

Sarebbe utile contrastare anche lo stress ossidativo, frequente in un processo infiammatorio come quello che riguarda i tessuti colpiti da cellulite, con integratori antiossidanti: Vitamina A , Vitamina E,  Vitamina C, Selenio, Coenzima Q 10, OPC da Semi d’Uva.

Infine, per restituire tono ed elasticità ai tessuti, è utile nutrire la pelle con oli o burri vegetali come l’ Olio di Mandorle dolci, l’Olio di Argan, il burro di Karitè, reperibili puri o come ingredienti principali di creme e preparazioni per il corpo.

Seguendo questi accorgimenti con costanza e non solo prima dell’estate, potrete notare sensibili miglioramenti della pelle interessata dalla cellulite, che risulterà più omogenea, più tonica e distesa, senza quei fastidiosi buchetti o bozzette che ci danno tanto pensiero.

Intestino pigro? 5 regole per la regolarità

Questa notizia riportata da The Sun l’11 maggio scorso mi ha spinto a scrivere un post per fare un po’ di chiarezza sull’uso dei lassativi. Sembra che una donna inglese , Ruth di 39 anni abbia abusato fin da ragazzina di lassativi, arrivando a consumare fino a 90 compresse al giorno, con danni gravissimi per la sua salute.
Avere l’intestino che funziona poco e male, con conseguenti gonfiore addominale e pesantezza, non piace a nessuno e sicuramente alla lunga non è nemmeno salutare. Ci sono poi dei casi particolari in cui la funzionalità intestinale va tenuta maggiormente sotto controllo, per evitare di sottoporsi a sforzi eccessivi (ad esempio in presenza di cardiopatie, ipertensione o emorroidi).
Spesso dunque si ricorre all’uso di lassativi, che siano farmaci o prodotti a base di erbe. Prima di pensare ad un aiuto esterno di tipo “ invasivo” sarebbe opportuno tenere conto che, nella maggior parte dei casi la stitichezza è dovuta ad errate abitudini alimentari ed allo stile di vita.

Quindi le prime cose da fare sono:

  1. Assumere molti liquidi, almeno 1,5 litri d’ acqua al giorno.
  2. Inserire nella dieta quotidiana una dose di 20-40 gr. di fibra: i cibi più ricchi sono carote, fagiolini, broccoli, carciofi, lenticchie, soia, cime di rapa, cavoli, zuppe, pere, mele, cereali integrali ecc.
  3. Fare quotidianamente attività fisica, ad esempio una passeggiata di 30 minuti al giorno a passo veloce.
  4. Sospendere, quando possibile, l’assunzione di farmaci che possono provocare stitichezza come effetto collaterale, ad esempio analgesici, diuretici, sedativi, antipertensivi.
  5. Non trascurare lo stimolo e non rimandare il momento dell’evaquazione.

In genere seguire queste indicazioni risolve, con il tempo, la stitichezza cronica, senza dover ricorrere all’uso di lassativi. Nel caso invece non funzionassero, previo parere del medico, si può ricorrere a:

  • Lassativi rigonfianti, come la Crusca, lo Psillo, l’Agar-agar, il Lino , il Glucomannano. Sono fibre che trattengono acqua nell’intestino, formando un gel che aumenta la massa fecale, stimolando di conseguenza la peristalsi. Funzionano in 14-36 ore e possono essere usate per lunghi periodi perché non peggiorano la pigrizia dell’intestino. Può essere utile associare l’uso di piante carminative ( finocchio, cumino, carvi…), per ovviare alla sensazione di gonfiore addominale dovuta alla maggior produzione di gas.

    PSYLLOVITA

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    RITMOLAX SCIROPPO

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  • Lassativi emollienti come l’ Olio di Mandorle dolci che rende le feci più morbide, facilitandone l’eliminazione.
  • Lassativi osmotici come Lattulosio, Mannite o la polpa di Tamarindo, che hanno un meccanismo d’azione simile ai lassativi rigonfianti e possono essere usati, occasionalmente, anche da bambini e anziani.
  • Lassativi antrachinonici come la Senna, la Frangola, l’Aloe, il Rabarbaro, l’Olio di Ricino ecc. Agiscono sulle cellule della mucosa intestinale, aumentando la quantità di liquidi nell’intestino e la motilità( movimento) intestinale. L’effetto si ottiene in circa 6-12 ore dall’ assunzione e a volte è accompagnato da dolori addominali.

E’ fondamentale non abusare di quest’ultimo tipo di lassativi perchè possono causare infiammazione colica, atonia del colon ( perdita di tono della muscolatura intestinale ), disidratazione e diminuzione della quantità di potassio nel sangue.
In presenza di un intestino pigro dunque, è consigliabile prima modificare abitudini alimentari e sedentarietà; se il metodo non ha successo, consultare il medico con cui concordare l’opportunità di ricorrere ad un integratore, preferendo il meno invasivo ed irritante.

Ricetta per un’abbronzatura ottimale, senza danni

Si può avere un’ abbronzatura perfetta senza danneggiare la pelle?

Con i dovuti accorgimenti è possibile.

  1. Preparare la pelle in due mosse: uno scrub settimanale (ora in promozione!) prima della stagione estiva è il primo passo verso una carnagione dorata. Se avrete cura di eliminare impurità e cellule morte con una pulizia profonda, il sole sposerà più efficacemente la vostra pelle. Qualche settimana prima dell’esposizione è importante favorire la maturazione della melanina con un integratore di Betacarotene e antiossidanti, al fine di intensificare e prolungare l’abbronzatura nonché evitare eritemi.
  2. Il primo sole ti tenta: nei primi 2 o 3 giorni è preferibile evitare di esporsi troppo a lungo al sole. Se per creare il mondo ci sono voluti 6 giorni , non pretenderemmo di diventare scurissimi in due! Un’esposizione graduale  favorisce un’abbronzatura ottimale e priva di rischi.
  3. Ad ogni pelle la sua protezione. Ogni persona appartiene ad un “fototipo” in relazione al colore di capelli, della pelle e degli occhi. Se appartieni ad un fototipo chiaro (occhi, pelle e capelli chiari) dovrai scegliere una protezione medio-alta, con Fattore di Protezione 30 o 50, per evitare di danneggiare la tua pelle e compromettere l’abbronzatura, specie alle prime esposizioni. Se invece sei olivastro di carnagione e hai capelli e occhi castano scuri, puoi preferire una protezione media o bassa, con Fattore di Protezione Solare 15 o 10. L’Erbolario propone un’ampia scelta di creme solari per ogni fototipo e in omaggio con almeno due solari ricevi subito la comodissima  BorsaSole!

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  4. Protetti anche all’ombra. I raggi solari filtrano anche sotto l’ombrellone anche quando il cielo è leggermente nuvoloso. E’ quindi importante usare la crema anche all’ombra.
  5. Ore 11 sole a picco. I raggi solari tra le 11 e le 15 irritano più che abbronzare. E’ meglio quindi evitare di esporsi durante questa fascia oraria. Se decidete di schiacciare un pisolino, fatelo al riparo dal sole.
  6. La crema abbonda sulla pelle dei saggi. Le creme solari vanno applicate in abbondanza, con uno strato abbondante e senza massaggiare troppo a lungo. La quantità ottimale è 35 gr. di crema (circa 6 cucchiaini). L’applicazione va ripetuta dopo ogni bagno o doccia.
  7. Capelli sani in corpo sano. Se non volete che a fine estate la vostra chioma sembri una scopa di saggina, dovete riservare una cura particolare anche per i capelli, che necessitano di un’adeguata protezione per mantenerne morbidezza, struttura e luminosità. Scegliete una protezione solare specifica per capelli e, al ritorno dalla spiaggia, abbiate cura di eliminare salsedine e sabbia con un accurato lavaggio.
  8. Occhio ai profumi alcoolici e ai farmaci. Per evitare irritazioni e sensibilizzazione, evitate di usare profumi con alcool. In caso di assunzione di farmaci, antibiotici, sulfamidici o tranquillanti è bene consultare il medico prima di esporsi al sole.
  9. Dissetare la pelle: Al termine di ogni giornata, si raccomanda di eliminare ogni traccia di salsedine e sabbia con una doccia di acqua tiepida. Per non lavar via la tintarella è sufficiente usare un detergente delicato che preservi l’abbronzatura. Dopo la doccia, usare una buona crema restitutiva, idratante e lenitiva.

Preparazione, protezione, attenzione e cura sono dunque gli ingredienti essenziali per un’abbronzatura perfetta, sana e duratura. E come ogni piatto appetitoso, la ricetta riesce se gli ingredienti ci sono tutti.

Buona abbronzatura!